Inizio contenuto principale del sito

Open Access in pratica

 

Esistono due vie principali all’Open Access per le pubblicazioni scientifiche:

  1. Green Road, DEPOSITO o AUTOARCHIVIAZIONE
    L’autore deposita una versione dell’articolo pubblicato in archivi aperti online (Istituzionali o disciplinari). Alcuni editori chiedono che il full-text del documento venga aperto solo dopo che è trascorso un periodo di embargo (durata variabile a seconda delle politiche editoriali). I metadati bibliografici (titolo, autore, abstract, parole chiave, DOI ecc.) di corredo alla pubblicazione depositata in un archivio aperto, sono sempre visibili a tutti, anche nel periodo di embargo. Il 70% degli editori consente il deposito. L’autoarchiviazione è sempre a costo zero per l’autore, e consente di essere in linea con le richieste OA degli enti finanziatori.
  2. Gold road, PUBBLICAZIONE IN ACCESSO APERTO L’autore pubblica l’articolo accettato direttamente su riviste Open Access, in maniera aperta e accessibile a tutti gratuitamente. In questo modo i costi di pubblicazione si spostano dal lettore all’autore: il più frequente modello economico prevede il pagamento di una tantum (APC - Article Processing Carghes) da parte degli autori.

FAQ


Come faccio a sapere quale versione di un lavoro è possibile depositare?

A partire dal titolo della rivista a cui hai sottomesso l’articolo, cerca la relativa politica editoriale nella banca dati SHERPA ROMEO. La banca dati ha subìto una revisione completa nel 2020, con nuova grafica e nuovo sistema di icone che illustrano, in base alla versione dell’articolo che vuoi depositare, le condizioni richieste dell’editore (embargo, pagamento, Licenze Creative Commons da associare ecc.). Guarda come funziona in questo breve tutorial (Video di U.P. Open Access dell’Università di Torino, CC-BY 3.0.) Non tutti gli editori, soprattutto gli italiani, sono censiti su Sherpa Romeo, in questo caso puoi cercare le policy relative all’autoarchiviazione direttamente sul sito dell’editore.

Quali sono le versioni dell’articolo che è possibile depositare?

PRE-PRINT o SUBMITTED MANUSCRIPT: l’articolo ultimato dall’autore, ma che non è ancora stato sottoposto alla procedura di peer-review e di editing da parte della rivista;
POST-PRINT o ACCEPTED MANUSCRIPT: l’articolo pronto per la pubblicazione, che ha già integrato i commenti dei revisori, identico in tutto alla versione pubblicata tranne che nell’impaginazione editoriale;
PDF EDITORIALE o PUBLISHED VERSION: la versione dell’articolo uguale a quella che sarà/è stata pubblicata sulla rivista, completa di impaginazione e grafica; si parla perciò di versione editoriale, indipendentemente dal fatto che la pubblicazione abbia già avuto luogo o meno.

Ricapitolando, quali condizioni editoriali occorre verificare prima di depositare in un repository?
La versione dell'articolo che può essere depositata e quando questa può essere resa disponibile pubblicamente.

Depositare in Open Access rende più facile il plagio?

No, anzi: con il deposito in un archivio aperto si ottiene la certificazione della paternità intellettuale associata ad una data certa.

Perché è importante depositare?

Per rendere visibile, accessibile, ricercabile e utilizzabile da qualsiasi potenziale utente con accesso a Internet il testo completo dei risultati della ricerca 

Depositare vìola il contratto con l’editore?

No, perché si deposita solamente la versione consentita dall'editore, secondo le condizioni che trovo su Sherpa Romeo, o sul sito dell’editore stesso.

Quali sono le riviste OA?

La Directory of Open Access Journals (DOAJ) comprende riviste gratuite per il lettore e per l’autore che sono curate da Gruppi di ricerca o società scientifiche che si pongono a garanzia dei contenuti selezionati. Molte di queste riviste adottano come software di edizione Open Jounal Systems (OJS) che tiene traccia della peer review; molte riviste Open Access pubblicano i giudizi dei revisori insieme all’articolo, a garanzia di trasparenza, o consentono la Open Peer Review o la post Peer Review, abilitando i commenti degli esperti.

Si paga per pubblicare OA?

Le riviste OA native non richiedono, nella maggior parte dei casi, quote di pubblicazione (vedi DOAJ). Tuttavia, alcuni editori, sia quelli esclusivamente Open Access che gli editori tradizionali che offrono un’opzione Open, richiedono il pagamento di un Article Processing Charges (APC). Nel caso in cui la pubblicazione abbia un costo, le quote di pubblicazione richieste dagli editori possono essere addebitate all’autore o alla sua Istituzione. In alcuni casi questi costi posso essere coperti da un ente finanziatore della ricerca. Un esempio è il caso della Commissione Europea che considera le APC come costi eleggibili (v. pagine H2020 e HEUROPE).

Se scelgo la Gold road devo caricare in ogni caso in un Repository istituzionale?

Si, sia per motivi di conservazione sul lungo periodo (non assicurate né dalla piattaforma dell’editore, né da servizi commerciali quali ResearchGate) che per ragioni di valutazione della ricerca.

Gli editori Open Access sono tutti predatory publishers?

Il fenomeno dei predatory publishers non è legato all’Open Access. Sebbene ci siano editori che sfruttano l’OA per pubblicare riviste di dubbia qualità, identificare il fenomeno con l’editoria OA  è riduttivo e fuorviante. Scopo dell’editoria predatoria non è certamente diffondere i risultati della ricerca scientifica ma lucrare su servizi di scarsa qualità, sfruttando le logiche dell’accesso aperto come modalità etica di fare ricerca.  

Come riconoscere un predatory publisher?

Non è immediato riconoscere gli editori predatori, perché creano siti web del tutto realistici, possono dichiarare di avere indicatori bibliometrici (fasulli) o di essere indicizzati in database bibliografici noti. Alcuni strumenti utili per verificare l’attendibilità dell’editore, sono le directory di riviste ed editori Open Access, DOAJ (v. faq precedente) e OASPA che registrano solo chi riporta elevati standard di qualità scientifica ed etica. Il sito Think-Check-Submit mette a disposizione dei ricercatori una lista di controllo per esaminare una rivista o editore, e verificarne l’affidabilità.

Alcuni suggerimenti:
- Non fidarti delle e-mail non richieste;
- Visualizza le pubblicazioni recenti della rivista;
- Assicurati che la rivista abbia un ISSN registrato;
- Verifica la leadership della rivista e le sue affiliazioni: hai mai sentito parlare dei membri del comitato editoriale? La rivista è elencata nel DOAJ ? 
- I Tempi di accettazione del manoscritto sono troppo brevi?
- I costi di pubblicazione sono trasparenti?